lunedì 17 maggio 2021

La vincerò mai una pecora, di Francesca Gioacchini - Recensione

 Salve a tutti, lettori!

Oggi vi parlo di un romanzo che mi ha divertito molto, facendomi riflettere parecchio, su diverse tematiche. 

Si tratta di un romanzo auto-pubblicato, e ringrazio molto l'autrice per avermi inviato la copia. 

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Quando annunciò ai genitori di aver conosciuto un ragazzo musulmano sapeva che convincerli ad accettarlo non sarebbe stato facile. Fu l’ironia a salvarla. 

Questo è il diario di Alice, una romana trapiantata a Londra. Da anni è innamorata di Kahil, un ragazzo franco-algerino. Entrambe le famiglie sono contrarie alla relazione, ma mentre i genitori di Alice alla fine capitolano, quelli di lui sono irremovibili. 

Sullo sfondo di una Londra vista con gli occhi di una straniera, tra un lavoro impegnativo nel cuore della City e fine settimana in giro per l’Europa, Alice vive la contrastata storia d’amore con una forte dose di umorismo. 




Si evince immediatamente, fin dal titolo, che questo è un romanzo divertente. 

Infatti Alice, la nostra protagonista, ci rende partecipi dei suoi pensieri più intimi, narrando questa storia attraverso il suo diario. 

La ragazza non si prende troppo sul serio, è una persona divertente, e schietta. Riesce sempre a combinare qualche guaio, e a fare delle figuracce. E' però una ragazza molto forte e intraprendente. Pur essendo molto giovane, ha deciso di trasferirsi a Londra a cercare lavoro.

E' una protagonista davvero interessante, con cui entriamo a contatto conoscendo i suoi pregi e difetti, grazie alle sue parole buttate giù in un diario. Mentre leggevo, ho immediatamente pensato a Il diario di Bridget Jones: una protagonista autoironica, goffa e divertente. 

Alice racconta in modo molto schietto una realtà molto attuale: la vita di giovani italiani trapiantati all'estero, alla ricerca di un lavoro appagante, in particolare a Londra. Ad aggiungersi alla sua vita non così facile, c'è la sua relazione che procede a gonfie vele con Kahlil, un ragazzo franco-algerino. Le loro famiglie, però, sono contrarie a questa relazione che sembrerebbe essere impossibile, poiché i due vengono da due realtà culturali diverse.

Lo stile ironico e divertente sottende una critica alla società odierna che, seppur sia avanzata sotto diversi punti di vista, resta ancorata ad assurdi pregiudizi. 

Oggi più attuale che mai, "La vincerò mai una pecora?" è un romanzo che apre una finestra sulle vite dei giovani stranieri a Londra. Una critica al razzismo, una riflessione sui rapporti a distanza. Kahlil e Alice, infatti, vivono una relazione a cavallo tra Londra, Parigi e Roma, con la convinzione che, se se l'amore è forte, differenze culturali e ostacoli familiari possono essere superati. 

Consiglio questo romanzo a chiunque sia alla ricerca di una lettura coinvolgente e leggera, ma che sappia far riflettere su tematiche molto importanti.  

venerdì 7 maggio 2021

Tutte le cose che non cambieranno mai, di Rebecca Stead | DeAgostini - Recensione

 Salve a tutti, lettori!

Oggi porto alla vostra attenzione un romanzo per ragazzi che mi ha stupito particolarmente.

Vi anticipo che la mia è una recensione positiva, da cinque stelle su cinque.



Tutte le cose che non cambieranno mai

Autore: Rebecca Stead 
Casa editrice: DeAgostini
In commercio dal: 13 aprile 2021
Pagine: 236 
Prezzo di copertina: € 14,90
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Quando i suoi genitori si separano, la vita di Bea cambia. Ora ha due case, due camerette, due finestre dalle quali osservare la luna; il lunedì è del papà, il martedì della mamma... Bea ha due famiglie, entrambe felici e che la amano. È questo che scrive nel suo prezioso taccuino: un elenco di cose bellissime che non cambieranno mai, e che nessuno potrà portarle via. Fino a che suo padre non decide di risposarsi. Beatrice è elettrizzata all'idea di condividere la stanza con una ragazzina della sua stessa età, Sonia, di avere un secondo papà e un cane. Non tutto però va come vorremmo, e Sonia non sembra altrettanto entusiasta di avere una sorella e condividere la nuova vita che la aspetta. Ma se c'è qualcuno che non si scoraggia davanti ai cambiamenti è Bea, che non ha paura di chiedersi che cosa siano le relazioni e non vede differenza tra due persone che si amano. Ed è convinta che la sua lista di cose che non cambieranno mai è solo destinata ad allungarsi.


mercoledì 5 maggio 2021

The Green Monkeys, Mauro Garofalo - Mondadori | Recensione

 Salve a tutti, lettori!

Oggi ho l'immenso piacere di parlarvi di una nuovissima uscita. 

Ringrazio la Mondadori per avermi inviato la copia digitale in omaggio. 


The Green Monkeys

Autore: Mauro Garofalo

Casa editrice: Mondadori

In commercio dal: 20 aprile 2021

Pagine: 204 p., Rilegato

Prezzo di copertina: 17,90 €

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La luce si era appena levata a est quando Sun arrivò sul tetto del grattacielo. La ragazza inspirò, provò a espandere il ki al respiro del mondo, prima alla città e poi, ancora più giù, alle foreste che intrappolavano lo smog. Lì c'era il Muro Verde che girava tutt'intorno a Chersom City. Oltre la cortina dei boschi, dove un tempo sorgevano le vecchie città, adesso c'erano solo rovine: la natura si era ripresa tutti gli spazi. Mentre caricava il calcio laterale, la ragazza avvertì lo spostamento d'aria. Si fermò. Fu allora che li vide. Sette figure che si muovevano in velocità. Cosa stavano facendo? Poi strizzò gli occhi: stavano iniziando a scalare un palazzo? Sun non può saperlo, ma quell'alba non sarà solo l'inizio di un nuovo giorno per lei. Quello che accadrà da lì in poi – l'incontro con Monkey e le sue Scimmie, traceur che paiono volare da un grattacielo all'altro, la scoperta del tradimento e dei piani di conquista del fratellastro Kobe e lo svelamento del proprio destino – farà esplodere la campana di vetro sotto la quale si era rifugiata fino ad allora. Per la prima volta, i suoi occhi vedranno tutto con chiarezza e quel che osserveranno sarà l'inevitabilità dello scontro imminente tra la classe politica avida e arrogante della sua città, che ancora si ostina a considerare la natura "al servizio" della metropoli (e che ha dimenticato le conseguenze degli errori commessi dalle generazioni passate), e un gruppo di giovani ribelli, le Scimmie, disposti a tutto pur di difendere la foresta in cui sono cresciuti e l'idea di una convivenza possibile tra questa e la città. E a quel punto Sun, tenace e determinata come i fili verdi nei prati, i germogli che crescono spontanei nei campi, le erbacce agli angoli delle strade, non potrà più stare in disparte a guardare.




Leggere autori italiani, per me, ha sempre un valore aggiunto. Spesso si tende a preferire letture straniere, perché si parla - ahimé - troppo poco delle perle che abbiamo in Italia. 

Mauro Garofalo ha scritto un romanzo difficile da categorizzare. Un fantascientifico distopico che nasce come lettura per ragazzi, un genere che apprezzo molto. Proprio per questo, quando mi è stata proposta questa lettura, sono rimasta molto felice. 

Scrivere un romanzo del genere non è affatto facile, bisogna lasciar entrare il lettore nel mondo che si è deciso di immaginare, portare alla luce le criticità presenti, e far in modo che i personaggi non risultino soltanto delle pedine. 

Garofalo è riuscito a trattare, in sole duecento pagine, una tematica che dovrebbe stare molto a cuore a tutti: il benessere del pianeta. Riuscire a sensibilizzare le giovani generazioni su questo tema, in modo innovativo, non ridondante, è davvero difficile. Garofalo è riuscito perfettamente nel suo intento. 


Nella sua storia, la natura è riuscita a riprendersi i suoi spazi. Al posto delle città, ormai c'è la natura. Il Muro Verde contorna Chersom City. Tutto cambia, per Sun, il giorno in cui, salendo su un grattacielo all'alba, vede sette figure che stanno scalando un palazzo, quasi come fossero delle scimmie. 

Questo avvenimento sembra farle vedere la sua realtà sotto un altro punto di vista. Capirà, infatti, che la natura non è al servizio della città, e che gli errori commessi in passato dalle precedenti generazioni possono essere sovvertiti. La natura va infatti protetta, e assieme alle Scimmie - un gruppo di ribelli - Sun capirà cos'è giusto fare, per il bene del pianeta. 

Lo stile di scrittura è lineare, ma non banale. Riesce a tenere alta l'attenzione del lettore, avendo condensato in sole duecento pagine una storia ben strutturata. 

L'unico difetto sta proprio in questo, avrei preferito un romanzo più lungo. Da grande amante del genere distopico, mi avrebbe fatto piacere poter restare ancora un po' ancorata a queste pagine, e conoscere più a fondo i personaggi, con cui purtroppo non sono riuscita molto bene ad empatizzare. 


Consiglio questo romanzo a chi apprezza il genere fantascientifico, e a chi ha una predilezione per le distopie. In particolare perché le tematiche affrontate possono aiutare a far riflettere su quanto la natura sia importante e vada protetta.