Salve a tutti, lettori!
Ho avuto l'immenso piacere di poter intervistare Antonella Arietano, autrice di Ruadh Breagh, di cui troverete la recensione tra pochissimi giorni qui sul blog.
Nei miei libri si riflette la mia costante ricerca del magico, inteso come scoperta della magia nella vita quotidiana. Ho pubblicato con Triskell Edizioni la prima edizione de I Talenti delle Fate e di Amber – L’isola perduta, entrambi disponibili in una seconda pubblicazione, la prima versione del racconto fantasy Cuore e il romanzo contemporaneo Ali di farfalla.
Ciao Antonella, benvenuta!
Partecipi all’evento LCS Romance & Valentine con il tuo libro “Ruadh Breagh” di cui pubblicherò la recensione fra pochissimi giorni. Ti va di presentarti ai lettori e di presentare il tuo libro?
Certo! Sono un’amante di fiabe e folklore, e negli ultimi anni mi sono divertita a inserire questi generi letterari in ciò che ho scritto. Ho quindi provato a creare delle storie a metà strada tra il mondo reale e quello magico, anche perché sono convinta che ci sia un gran bisogno di incanto e magia, al giorno d’oggi.
Puoi citare una caratteristica che ti accomuna al/ai protagonista/i del tuo libro?
Come Ian, tendo a essere sono piuttosto impulsiva. Ne sono consapevole, perciò a volte cerco di prendere tempo prima di reagire in qualsiasi situazione. Solo che non sempre ci riesco!
C’è una scena o un evento del tuo libro che è stato profondamente modificato o eliminato, e che avrebbe influito sulla trama modificandola rispetto a com’è adesso?
Il personaggio di Kathleen è nato all’improvviso, non era previsto nella prima trama che mi è venuta in mente. Per poterla inserire ho dovuto ripensare completamente la seconda parte del testo.
C’è stato un momento, durante la stesura, in cui hai pensato “mollo tutto”?
Sì, a un certo punto ero bloccata e non sapevo più come gestire la conclusione della storia. Avevo l’impressione che fosse tutto troppo fantasioso, troppo assurdo, che la trama non potesse reggere. Non riuscivo a vedere il finale e mi sembrava che nessuno avrebbe mai potuto trovare interessante un racconto del genere. Per fortuna ho avuto l’ispirazione e ho potuto concludere la stesura.
Come è nata l’idea di dedicare un romanzo alla figura mitologica celtica dei Selkie?
Ero in barca a vela, e stavo osservando la riva del lago che scorreva. Improvvisamente mi è tornata in mente una fiaba (sarebbe meglio dire brandelli di fiaba, non la ricordavo per intero): c’era una donna che era in grado di tramutarsi in foca grazie a una pelliccia, e un uomo gliel’aveva portata via per indurla a sposarlo, sapendo che senza di essa non avrebbe mai più potuto trasformarsi.
Ci sono tematiche particolari che affronta il tuo romanzo? Quali? Perché hai scelto di parlarne?
In “Ruadh Breagh” un tema importante è quello dell’amore che non può essere costretto.
Quali sono i tuoi progetti futuri? Stai già lavorando a un nuovo romanzo?
Quest’anno per Natale mi sono regalata la partecipazione per un anno a un corso di scrittura e tecniche narrative; l’idea è progettare e scrivere un nuovo romanzo facendo pratica di ciò che imparerò seguendo le lezioni. Mi sono detta che era ora di crescere un po’, come scrittrice, e avevo anche voglia di dedicarmi a un nuovo progetto, perciò mi è parsa una buona idea unire le due cose.
Grazie per l’intervista!
Grazie a te, è stato un piacere!
Potete trovare il suo libro - Ruad Breagh - cliccando qui.






