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lunedì 11 settembre 2017

Il Cuore dell'ombra - Recensione

Salve a tutti, lettori!
Bentornati qui sul blog. Siete pronti per una nuova recensione?
Oggi voglio parlarvi di una Graphic Novel che mi è stata inviata dalla casa editrice, e mi è piaciuta davvero molto!

Fa parte della collana Tipitondi, ed è consigliato per un pubblico piuttosto giovane, così come tutto il resto dei fumetti appartenenti a questa collana in particolare.


Titolo: Il cuore dell'ombra
Autori: Marco Cosimo D'Amico, Laura Iorio, Roberto Ricci
Casa editrice: Tunué
Prezzo di copertina: 16,90 €


Luc è il protagonista di questa storia. Un bambino con una famiglia piuttosto particolare, nello specifico, sua madre è estremamente protettiva nei suoi confronti, e questo non lo aiuta affatto: infatti il bambino vive costantemente nella paura a causa dell'Uomo Nero, una figura alta e snella che gli fa visita nel cuore della notte, spaventandolo. Luc cerca di scacciarlo, quando, una notte in particolare, viene risucchiato nel mondo delle ombre, dove ogni cosa è oscura, e in questo luogo vivono i mostri che terrorizzano i bambini di tutto il mondo. 
In questa strana avventura, Luc verrà accompagnato proprio dall'Uomo Nero per cercare di tornare a casa.

E' una graphic novel molto particolare, non avevo mai letto nulla di simile. Potremmo definirla una fiaba, perché ha tutte le caratteristiche di una storia del genere. 
Il punto focale di questa narrazione sta proprio nella paura. Essendo indirizzato ad un pubblico particolarmente giovane, si parla della paura primordiale, quella dell'Uomo Nero. In questo caso è un personaggio reale, che farà trovare a Luc la strada di casa. 

Questo viaggio in giro per il mondo aiuterà il giovane a ritrovare se stesso, e a superare le sue più grandi paure, inculcategli fin da bambino, poiché sua sorella è scomparsa quando era soltanto una bambina. 

E' una  storia estremamente inquietante, poiché i colori, i disegni in stile Burtoniano, creano una sorta di ansia che ci assale nel corso di tutte le pagine. Come ogni opera della collana Tipitondi, però, resta velato l'insegnamento che si vuole dare ai bambini. 
Non bisogna vivere assaliti dalle proprie paure, o peggio, intrappolati da esse. Ciò ci impedirebbe di vivere. 

Consiglio moltissimo questa lettura, è un piccolo gioiellino, che va assaporato pagina dopo pagina, disegno dopo disegno. 
Quattro stelline su cinque. 

venerdì 18 agosto 2017

Giardino d'inverno - Recensione


Salve a tutti, lettori!
Bentornati sul blog. Oggi voglio portarvi la recensione di un fumetto che ho divorato, e che mi è piaciuto parecchio. Sto parlando di Giardino d'inverno, di Renaud Dillies e Grazia La Padula, edito Tunué.

Titolo: Giardino d'inverno
Autori: Renaud Dillies e Grazia La Padula
Casa editrice: Tunué
Prezzo di copertina: 14,90 €

Sam è il protagonista di questa storia. Vive in una città grigia, e conduce una vita solitaria, nonostante tutte le persone che incontra ogni giorno, di ritorno a casa.

A causa di una perdita d'acqua al piano superiore, fa un incontro un po' particolare, che gli cambierà la vita. Un vecchietto è convinto che Sam sia suo figlio, e il ragazzo non sa proprio come comportarsi nei suoi confronti. Quest'uomo cambierà per sempre la vita di Sam e il suo modo di approcciarsi ad ogni situazione, nonché la sua visione del mondo.





Fin dalla copertina si può capire che questa graphic novel parla di un cambiamento. Il grigiore del disegno è nettamente in contrasto con la figura centrale, con lo sguardo verso l'alto, al contrario rispetto a tutti gli altri personaggi che lo circondano, con il naso all'ingiù.

Già da questo avevo intuito quanto fosse speciale questo fumetto.
Grazia La Padula è stata davvero brava a delineare le fila di questa storia, così semplice, ma dal significato estremamente complesso ed importante.

Consiglio molto la lettura di questa storia. E' molto veloce, ma aiuta a riflettere molto sul mondo d'oggi, sulla vita frenetica che ognuno di noi conduce, e non si sofferma sui particolari, e ciò che realmente è importante.





Ho dato, perciò, a questo fumetto cinque stelline su cinque.

martedì 14 marzo 2017

L'uomo montagna - Recensione

Salve a tutti, lettori!
Come state? Spero tutto bene.
Le giornate si stanno allungando e la primavera è ormai alle porte.



A proposito di ciò, volevo parlarvi di una lettura che ho fatto durante il mese di Febbraio, di cui vi ho già parlato ampiamente, anche se non avevo dedicato ancora un unico post a questo volume.
Mi riferisco alla graphic novel L'uomo montagna, di Séverine Gauthier e Amélie Fléchais, che si è occupata dei disegni.

E' la prima opera che affronto di questi due autori, anche se, come tutti voi, ho ben presente un'opera cinematografica di Amélie Fléchais, ossia Kung Fu Panda. Esatto. Sono rimasta stupita anche io quando sono venuta a conoscenza di questo fatto, ma l'autrice ha partecipato alla realizzazione del cartone della Dreamworks.
Inoltre, è la vincitrice del Miglior libro d’illustrazione al Festival di Solliès-Ville 2014, con il fumetto Lupetto Rosso.

E' un'opera che fa parte della collana Tipitondi, cioè quella dedicata ad un pubblico giovane.

Le tavole sono fiabesche, soprattutto grazie ai colori pastello utilizzati. Sembrano realizzati con l'acquerello, e questo è un tratto stilistico che conferisce un senso di calma alla storia.

E' un'opera molto breve. Infatti sono 56 pagine, e sono veramente molto piacevoli.
Nonostante non sia molto lungo è perfettamente esaustivo.

Si parla, infatti, di un bambino che decide di aiutare suo nonno, al quale sono cresciute sulle spalle delle montagne. L'uomo deve compiere il suo ultimo viaggio, e il nipote vorrebbe accompagnarlo.
A causa del peso, però, è impossibile, per entrambi intraprendere il percorso stabilito insieme: il bambino è troppo piccolo per farsi carico di quelle montagne, perciò parte da solo, dicendo al nonno che sarà di ritorno con una soluzione al suo problema. Grande, infatti, è il desiderio di aiutare l'anziano signore.



La storia è una chiara metafora alla vecchiaia, e - in generale - alla vita. Proprio per questo evidente riferimento, sono sicura che sarà facilmente apprezzato da grandi e piccini.
E' un volumetto che aiuta a riflettere su parecchie cose, in particolare, grazie ai personaggi che il bambino incontrerà durante la sua scalata.

La fine del fumetto è davvero commovente e dolce e, nonostante sia dedicato ad un pubblico di bambini, e il linguaggio utilizzato sia molto semplice e diretto, la sottile metafora potrebbe essere letta dai più piccoli in modo differente.
Mi è piaciuto veramente molto, e ho deciso di conferirgli cinque stelline su cinque.
Lo consiglio caldamente a tutti, in particolare a chi si sente un po' triste, e ha voglia di leggere un volume di qualità per distrarsi.

Voi avete letto questo fumetto?
Fatemi sapere se avete intenzione di farlo, e... Buone letture!

mercoledì 22 febbraio 2017

Non sei mica il mondo - Recensione

Salve a tutti, lettori!
Oggi voglio parlarvi di una Graphic Novel gentilmente inviatami dalla casa editrice. 
Ho dei sentimenti contrastanti a riguardo, perciò spero di trovare riscontri positivi o negativi che siano. 

Non sei mica il mondo, di Raphaël Geffray.
Casa editrice:Tunué
Collana Tipitondi
Prezzo di copertina: € 16,90

La storia parla di un bambino di otto anni, Bené. E' un bambino particolare, perché non sa leggere, né scrivere. Ed è violento, proprio per questo motivo è stato espulso da diverse scuole. 
La narrazione inizia una mattina particolare, il primo giorno in una nuova scuola. La preside di questo istituto è perfettamente al corrente dei problemi del ragazzo, in particolare sa bene che il ragazzo ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, per via della sua rabbia. 
E' Carnevale, e la nuova maestra assegna un compito: disegnare una maschera e scrivere qualcosa a riguardo. Tutti i bambini sono intenti nel lavoro, tranne Bené, che viene deriso dai compagni, poiché non sa scrivere

Questo provoca nel ragazzo una forte rabbia, che si trasforma in violenza. Per questo motivo viene messo in punizione. Da qui inizierà la vera sfida, sia per Bené, che per la sua insegnante, una giovane donna determinata nel voler riempire le lacune del ragazzo. 
Quello che ho apprezzato particolarmente è stata la determinazione della maestra, nonostante le difficoltà dell'alunno, la rabbia che lo caratterizza, la scarsa scolarizzazione, l'incapacità di ascoltare, e - soprattutto - la preside che tenta di scoraggiarla. Per tutti Bené è semplicemente un bambino problematico e svogliato, non interessa davvero alla maggior parte del corpo docenti (incarnato nella figura della preside stessa) insegnargli qualcosa, piuttosto vogliono meno complicazioni e problemi possibile. Per tutti il loro compito termina al suono della campanella, la maestra Valentine, invece, è una vera e propria insegnante, una guida per il ragazzo. 

La lettura è stata intensa, ma non immediata, infatti è difficile da comprendere. Molte tavole, e determinate scene sono da interpretare. Io, personalmente, ho apprezzato parecchio il dualismo tra le due tipologie di insegnanti. Credo, infatti, che sia una categoria estremamente importante, sia per i ragazzi, che per il loro futuro. Bisognerebbe accostarsi a questa professione, soltanto se realmente determinati ad aiutare i giovani nel corso della loro formazione. 


I professori, di qualsiasi scuola siano, hanno tra le mani il futuro dei loro ragazzi, e dovrebbero comportarsi alla stregua di genitori per la loro dedizione e il loro interesse nei confronti degli alunni. 

La maestra Valentine dovrebbe essere d'esempio per tantissimi. Bené, infatti, è un ragazzo che viene trascurato molto da sua madre, una donna superficiale, che si occupa soltanto del suo aspetto fisico, e non si cura affatto di suo figlio, un bambino problematico. 
La problematicità del protagonista della vicenda è ricalcata ancora di più dai colori cupi, dai tratti rabbiosi dell'autore. I disegni mi sono piaciuti particolarmente, li ho trovati congeniali alla storia, ma soprattutto mi sono serviti per entrare in sintonia con i toni della vicenda, con la rabbia e la solitudine di Bené. 


Nonostante sia un fumetto della collana Tipitondi, ossia destinata ad un pubblico piuttosto giovane, lo consiglierei ad un pubblico più maturo, in particolare a tutti gli insegnanti, di ogni scuola, dall'asilo alle superiori. Da questa storia dovrebbero imparare la tenacia nel dedicarsi ai giovani. 


Leggerete questo fumetto?
Fatemelo sapere qui giù nei commenti, e... Buone letture! 


martedì 17 gennaio 2017

Storie del barrio - Recensione

Salve a tutti, lettori!
Bentornati sul blog!
Come state? Io piuttosto bene, anche se - come al solito, aggiungerei. - sto studiando parecchio.
Spero che la sessione invernale termini al più presto, così potrò continuare con nuove e interessantissime letture.

Sono tornata oggi con una recensione.
Sto parlando di una lettura davvero coinvolgente, e diversa da quelle che affronto solitamente.
Quello di cui voglio parlarvi oggi, infatti, è totalmente diverso.
La casa editrice Tunuè, che ringrazio tanto, mi ha deliziato con un omaggio graditissimo proprio in occasione delle vacanze di Natale.

Storie del Barrio.
Vincitore del premio Palma di Maiorca come miglior fumetto nel 2011.



Autore: Gabi Beltrán, Bartolomé Seguí
Casa editrice: Tunué
Collana: Prospero's Books
Formato: 17x24; 304 pp a colori; cartonato
Prezzo di copertina: 24,90 €

Non mi intendo molto di fumetti, come sapete, e soprattutto di Graphic Novel, proprio perché non ho mai avuto occasione di approfondirle.
Questa, infatti, è la prima graphic novel che affronto, e posso solo dirvi che sono rimasta incantata.



Non so se anche voi la pensate così, ma la maggior parte della gente pensa che la lettura di fumetti, o volumi illustrati, in generale, sia dedicata ad un pubblico giovane.
Non è il caso di questo libro.

La storia è struggente, senza filtri.
I protagonisti sono adolescenti, costretti, purtroppo a vivere senza il controllo dei genitori. Per motivi vari, sono ragazzi abbandonati a loro stessi. A causa di conoscenze sbagliate, di una mancata educazione, Gabi entra in un giro di amicizie che lo porta a fare delle scelte difficili, ma decisive per la sua vita.
In un momento in cui si avrebbe bisogno di controllo, si percorre la vita sregolata di questi giovani, nella Palma di Maiorca degli anni Ottanta. Un viaggio tra l'amore per la lettura, e la scoperta della sessualità, la scelta delle amicizie, la malavita. 



E' una storia che parla di crescita in modo crudo, reale ed esplicito.
Non è indirizzato ad un pubblico particolarmente giovane, piuttosto è rivolto a chi ha superato già da qualche anno l'età di Gabi.
Lo consiglierei ad un pubblico già maturo, che ha bisogno di riflettere sulle scelte che ha già fatto, e sulla vita che avrebbe potuto avere se avesse seguito una strada differente.



Ho apprezzato davvero molto la scelta dei colori, improntata su tonalità fredde. Il grigio e l'azzurro sono i colori predominanti in alcune scene, che comunicano al lettore un senso di malessere del protagonista.
Quando ho detto che questa graphic novel fosse un viaggio, non ho usato questo termine in modo casuale.

Non sono mai stata a Palma di Maiorca, e non ho vissuto gli anni Ottanta in quel periodo, ma con questo volume è come se l'avessi visitata.
Ho apprezzato particolarmente le tavole in cui era raffigurata la città, che è stata una delle protagoniste della storia. Tutto quanto gira attorno ad essa. La città è il rifugio e la casa di questi adolescenti che si sono dovuti fare da soli.

E' una lettura velocissima, infatti ho impiegato un'oretta a leggerla. Nonostante ciò, non è stato facile da digerire.
Le tematiche sono molto pesanti, crude, e lasciano riflettere parecchio, non appena si chiude il volume.

Consiglio particolarmente questa graphic novel, soprattutto a chi cerca una storia di formazione, senza filtri.
Cinque stelline su cinque.


L'avete letta?
Avete avuto l'occasione di sfogliarne qualche pagina e dare un'occhiata alle tavole?
Fatemi sapere se avete intenzione di acquistarla.

Qual è stato il vostro primo approccio con le graphic novel?
Scrivetemelo qui giù nei commenti, e... Buone letture!